Lucia Guglielminetti's books on Goodreads
Sette giorni per i lupi Sette giorni per i lupi (RVH, #2)
reviews: 1
ratings: 1 (avg rating 5.00)

Ascesa alle Tenebre Ascesa alle Tenebre (RVH, #1)
reviews: 2
ratings: 2 (avg rating 4.50)

Oggetto: Ellie

Alice 3/5/2015

A: 1705RVH@gmail.eng

 

 

“Caro Raistan,

scusa se ti disturbo con le mie fisime materne, ma sono più di due settimane che Ellie ha incubi in cui sogna i lupi di quella notte nel giardino. Non so perché ora, vai a capire le menti infantili e le loro strane evoluzioni, ma mi chiedevo se potessi venire a trovarci per parlarle e… non lo so, rimettere le cose in una prospettiva meno spaventosa. Magari a te darebbe ascolto. Non possiamo nemmeno dirle che i lupi mannari non esistono, perché li ha visti personalmente e sa benissimo che non è vero. Appena puoi, faresti un salto? Per ora ti mando un grosso bacio.

PS: Robert chiede sempre quando il Fantasma tornerà a fargli vedere la magia con i frutti di plastica…

Con affetto, Alice A.”

 

Ebbene sì, non ridete.

Sono appena stato precettato come psicologo infantile. Io, che ho provocato incubi a un numero spropositato di umani di ogni età, ammesso che siano sopravvissuti per sognarmi. La fiducia di Alice in me mi commuove e mi lusinga, tuttavia, quindi farò loro visita al più presto. Ma per dire cosa? Che i lycan non sono brutte bestiacce puzzolenti e sbavanti, ma graziosi cuccioloni che amano farsi grattare sotto la gola o dietro le orecchie? Non sono il soggetto più adatto per difendere quella razza scellerata, ma come faccio a dirlo ad Alice? Comprendo perfettamente la sua equazione: soprannaturale = Raistan. O forse mostri = Raistan. No, lei non penserebbe mai questo di me. Non lo ha mai pensato. È uno dei motivi per cui la adoro.

Su una cosa ha ragione. Sono ormai passati tre anni dalla sera in cui mi sono presentato alla loro porta recando con me un esercito di licantropi ansiosi di farmi a pezzi. Perché quel ricordo, sotto forma di incubo, si presenta proprio ora? D’altronde, però, io sogno ancora episodi che risalgono ai primi tempi della mia vita da vampiro, e si parla di tre secoli fa, quindi forse non è una cosa così strana. Ehi… e se… ok, devo uscire. Devo vedere una persona.

*

“Oh, buonasera, succhiasangue. Non sei un po’ in anticipo?”

Aggrotto la fronte e scopro il polso solo per notare che, come al solito, non porto l’orologio. Greylord scoppia a ridere e mi polverizza una spalla con una manata, ma io continuo a guardarlo perplesso.

“Di solito ti presenti dalle quattro del mattino in poi… adesso sono solo le 11 di sera! Idiota… sempre detto che siete completamente privi di senso dell’umorismo. Dai, vieni dentro, che qui si gela.”

Mi prende per un polso e mi trascina in casa senza darmi il tempo di replicare, facendomi strada nel soggiorno dove abbiamo trascorso parecchie notti interessanti. Alcune intense, anche, data la mia tendenza a dare i numeri di tanto in tanto.

“Allora? Come te la passi? E il biondino?”

“Stiamo bene, grazie. E tu e il tuo branco di pulciosi?”

“Alla grande, come dicono al giorno d’oggi. Bevi qualcosa, a parte me?”

Sbuffo e alzo gli occhi al cielo. Mi fa questa battuta una volta sì e l’altra anche e gli rispondo sempre nello stesso modo: “Vaffanculo. Un dito di vodka, grazie.”

“Arriva. Mettiti comodo.”

Quando torna e mi consegna il bicchiere ghiacciato, si siede accanto a me sul divano e mi guarda assorto come fa a volte, scrollando la testa con un vago sorriso. Inutile chiedergli cosa pensa quando fa così.

“Ti piace quello che vedi, lycan?”

“Non sono una delle tue checche. Mi piacciono le tue improvvisate, quello sì. Spesso coincidono con serate in cui mi annoio particolarmente. A cosa devo la tua visita?”

Glielo spiego. La mia idea lo diverte immensamente.

“Allora domani sera?”

“Ci sarò.”

 

Sera successiva

“Buonasera, Alice. Questo è…”

“Lo so chi è lui. Il capo dei calpestatori di ortensie” dice lei seria, squadrando Greylord con un cipiglio che ha il potere di fargli sgranare gli occhi e bloccarlo sulla porta. Poi scoppia a ridere, mi regala un veloce abbraccio e porge la mano al lycan, sul cui volto affiora lentamente un sorriso che non riesce a celare il rossore che gli è affiorato sulle guance. Rido anch’io, almeno fino a quando non vengo travolto da un piccolo treno merci con le treccine, che mi si aggrappa alla vita con forza sorprendente. Dio, quanto le voglio bene. E quanto è cresciuta.

“Ecco qui la mia bambina rosa preferita!” esclamo, sollevandola e facendomela sedere sull’avambraccio. Lei ride, ma ha occhi solo per il lycan, anche se non ha perso l’abitudine, quasi automatica, di giocherellare con i miei capelli.

“Ellie, questo è il mio amico Greylord. Greylord, Ellie.”

Allunga compita la manina verso di lui, che la avvolge con la propria e le sorride.

“Molto piacere, piccola. Ho sentito tanto parlare di te, lo sai? Questo signore che ti tiene in braccio ti vuole davvero bene.”

“Anche io gliene voglio” dice lei, arrossendo e stringendosi al mio collo con un sorriso estatico. Lo stesso che sento sulla mia faccia e che probabilmente mi fa sembrare un idiota, ma chissenefrega? “Tu non sei come lui, vero?” gli chiede poi a bruciapelo. “Tu puoi stare al sole. E non hai i denti lunghi e gli occhi da gatto.”

“È vero, Ellie. Siamo diversi. Io però ho tre nipotine, e una ha proprio la tua età. Si chiama Alison. Un giorno te la farò conoscere, se vuoi.”

“Le piace Violetta?”

“Uhm… io non… non lo so” balbetta Greylord. Ci siamo spostati nella zona dei divani. Jim non c’è, come spesso accade quando faccio loro visita, ormai.

“Spero di no. È un’idiota” sentenzia Ellie, e il mio amico prorompe in una risata tonante, che gli frutta un’occhiata sospettosa della mia piccola amica, come a sfidarlo a dire il contrario.

“E Rob?” chiedo.

“Al cinema con Jim. Preferivamo che ci non ci fosse, per quello che…” confessa Alice, indicando Greylord con un cenno della testa. Saggia decisione. Quello che potrebbe esorcizzare gli incubi della mia piccola amica, potrebbe suscitarli nel suo fratellino.

Esauriti gli ultimi convenevoli, decido che è ora di prendere di petto il motivo della nostra visita.

“Ellie, la mamma mi ha detto che da un po’ di tempo fai dei brutti sogni su quello che è successo la prima sera che ci siamo conosciuti. È vero?”

Il sorriso le muore sul volto e sento il suo piccolo corpo irrigidirsi contro il mio. Annuisce, ma non mi guarda, come se si vergognasse.

“Vorresti dirmi che cosa sogni, piccola?”

Piccolo cenno di diniego e il volto che le si chiazza di rosso, come sul punto di piangere.

“Sogni i lupi, Ellie? Quelli che c’erano in giardino?” le chiedo, e quando nasconde il viso contro il mio petto la cingo con un braccio, senza riuscire a risparmiare a Greylord un’occhiata di rimprovero. Alice è seduta sul secondo divano della stanza e quasi non osa respirare.

“Ti fanno molta paura, vero?” le chiedo, sentendo il calore del suo viso contro di me. Forse sta persino piangendo, ma lo fa in modo molto silenzioso. Annuisce, ma mantiene la posizione.

“Beh, e se ti dicessi che io faccio la stessa paura a un sacco di gente?”

L’incredulità la spinge a staccarsi e a guardarmi come se avessi detto la cosa più assurda del mondo. Greylord segue con attenzione la scena e non dice niente, per ora. Credo però che si stia in qualche modo…. caricando, perché percepisco anche il suo di calore, accanto a me, e diventa sempre più forte.

“Non ci credo! Tu sei bello. Loro erano bruttissimi! E poi erano cattivi, lo ha detto anche papà! E ti avevano fatto male!”

Lancio un’occhiata soddisfatta a Greylord, che alza gli occhi al cielo per un attimo.

“Mi avevano fatto male perché allora eravamo nemici, ma adesso non lo siamo più. In realtà sono dei cagnoloni dolci dolci, non è vero Greylord?”

Non me la perdonerà mai, ma vedere il suo sorriso rigido, mentre annuisce per rassicurare la piccola, vale qualunque vendetta.

“Se nessuno ci minaccia…”

 Ellie lo guarda con la fronte di nuovo aggrottata. “Perché ‘ci’?”

“Piccola, ti fidi di me?” le chiedo, prendendole il viso fra le mani per attirare la sua attenzione.

“Certo.”

“Tu sai che la magia esiste, vero?”

“Sì. Tu sei magico” dice lei, con quella granitica certezza che solo i bambini possiedono.

Altra occhiata soddisfatta a Greylord. Alice si muove a disagio sul divano e posso percepire il battito del suo cuore, molto accelerato.

“Anche il mio amico lo è. Solo che fa una magia diversa. Vuoi vederla? Dopo non avrai più paura dei lupi di quella notte. Magari ne avrai un pochino adesso, subito subito, ma poi passerà.”

“Davvero?”

“Credo proprio di sì.” (Oppure ti verrà una crisi isterica e dovrò incantarti per farti dimenticare tutto, ma non dicono sempre che bisogna guardare in faccia i propri mostri?)

“Allora va bene.”

Greylord si alza in piedi e si rivolge ad Alice: “Signora, c’è un posto dove posso…. Ehm…”

Lei lo guarda perplessa per un attimo, poi scatta in piedi come una molla, comprendendo la sua richiesta. Una mutazione davanti alla bambina potrebbe essere un po’ troppo.

“Posso… posso stare tranquilla? Non è che dopo…” chiede a Greylord, anche se sta guardando me.

“Non lo avrei portato, se pensassi che non è sicuro.”

“Che cosa fa il tuo amico, Ray? Che magia è?”

“Tra poco lo vedrai. Tu però devi essere coraggiosa, se vuoi sconfiggere il sogno. Me lo prometti?”

“Ok…” mi risponde con un filo di voce, ma continua a lanciare occhiate spaventate a Grey, almeno fino a quando lui non le strizza l’occhio e si sposta nella stanza accanto con Alice.

“Adesso, quando torna la mamma, ti siederai sul divano con lei. Io torno subito. Aspetta qui, ok?”

Sparisco nella stanza accanto, dove incontro Alice più pallida di me, che ascolta con sguardo agghiacciato gli strani suoni provenienti dal bagno. Schiocchi liquidi, ringhi e gorgoglii. Le rivolgo un cenno noncurante con la mano e la invito a raggiungere la figlia in soggiorno, poi mi avvicino alla porta della toilette e busso con le nocche sul legno.

“Ci sei? Tutto a posto?”

La porta si apre, e il mio gigantesco amico deve abbassarsi di un bel po’ per riuscire a varcarla. Sento i peli rizzarmisi su tutto il corpo e la familiare sensazione di pericolo attanagliarmi la gola, ma mi mantengo impassibile per non far sentire minacciato lui. Non sarebbe saggio.

“Cazzo, certo che sei proprio un cesso, altro che cucciolone… speriamo in bene. Andiamo. Sei tranquillo?”

Una specie di sbuffo e un annuire della grossa testa grigia mi rassicurano un po’; lo precedo nel ritorno al salotto e il bastardo non riesce a trattenersi dal farmi lo sgambetto, che unito a una spinta alle spalle mi fanno franare in modo davvero poco elegante sul pavimento della cucina.

“Ma allora sei stronzo!” gli sibilo, rialzandomi e lanciandogli un’occhiata che farebbe appassire i fiori – persino le ortensie di Alice. I soliti sbuffi umidicci che loro spacciano per risate mi accompagnano fin sulla soglia della sala. Mi affaccio, e vedo Ellie in braccio ad Alice; la TV è accesa, adesso. Forse è stata un’idea dell’adulta, per impedirle di udire i rumori inquietanti che provenivano dal bagno fino a pochi istanti prima.

“Ellie… c’è qui qualcuno che vorrebbe conoscerti. Non avere paura, ok? Posso farlo entrare?”

“Sì… credo… ma il tuo amico dov’è andato?”

“È… è qui con me, piccola. Greylord… vieni. Stai basso” bisbiglio, e lui in effetti mi obbedisce, arrivando a toccare terra con le lunghe braccia pelose, ma cazzo, è enorme lo stesso. Per un attimo, la paura che leggo sul viso di Alice quando lascia scendere Ellie dalle ginocchia è la mia, ma ormai è troppo tardi. Entro in soggiorno e la bestia mi segue a ruota. La sento solo, perché tengo lo sguardo fisso su Ellie, ferma al centro della stanza, la cui espressione passa dalla perplessità al terrore in pochi istanti. Strilla, fa dietro front e corre di nuovo a rifugiarsi tra le braccia della mamma, piangendo e nascondendo il viso contro la sua spalla. Greylord, dietro di me, guaisce e abbozza una ritirata, ma lo afferro per un orecchio, che è la prima cosa che mi capita in mano, e lo induco a fermarsi.

“Mi deludi, Bambina Rosa. Hai fatto piangere il mio amico… guarda com’è triste, adesso.” Torco fra le dita l’orecchio della bestiaccia, e dopo un breve ringhio di avvertimento, lui guaisce di nuovo, proprio come un cucciolo rimasto chiuso nello stanzino delle scope. Lentamente, Ellie solleva la testa dalla spalla di Alice e si volta a guardarci. Greylord è accucciato accanto a me e si copre il muso con la gigantesca mano pelosa, in cui spiccano artigli capaci di squartare un uomo, come io stesso posso testimoniare. Di tanto in tanto sbircia fra le dita aperte e lancia un guaito strappacuore. Tanto di cappello al mio amico, che si presta a tutto questo per una piccola umana appena conosciuta. La bambina si sta asciugando gli occhi con il dorso della mano. Sempre con la massima circospezione, scivola giù dalle gambe di Alice e fa un passo esitante verso di noi.

“Vieni, Ellie. Vieni a sentire com’è morbido. A lui piace essere accarezzato, vero cucciolone?”

Lo gratto in mezzo alla fronte e dietro un orecchio. Non me la perdonerà mai, ma è per una buona causa, diavolo!

Ci vuole un bel po’, ma alla fine la piccola mi raggiunge e mi prende la mano, prima di allungare l’altra verso la testa del bestione. Prima solo un dito, poi tutto il palmo, e sorriso e colore riaffiorano sul suo viso. Il ghiaccio è rotto, e per la successiva mezz’ora il mio ex-acerrimo nemico si trasforma davvero nel cucciolo più affettuoso e giocherellone del mondo. Si lascia persino scalare come una montagna, per concedere alla bambina di salirgli sulle spalle, ed Ellie ride, quando lui si erge in tutta la sua altezza permettendole di toccare il soffitto con entrambe le mani. Alice, seduta accanto a me, mi accarezza una spalla e mi sorride, grata.

“Ellie, hai capito chi è lui, vero?” le chiedo a un certo punto, mentre pare impegnata a contare i denti di Greylord e ridacchia tutte le volte che lui le lecca la mano.

“Uhm… è il tuo amico di prima. Si vede dagli occhi.”

La mia piccola Sherlock… “Bravissima. Ed è anche il capo dei lupi che c’erano quella notte nel tuo giardino. Come ti ho detto, non siamo più nemici. Anzi. E adesso lui vuole essere anche amico tuo. Tu sei d’accordo? Hai ancora paura di lui?”

“No. È proprio un bravo cagnolone. Può venire con me a scuola domani?”

Sbuffi umidicci da parte di Greylord e risatina inorridita di Alice. Anche io fatico a mantenermi serio, immaginando l’effetto che una simile visita avrebbe.

“Non credo che sia una buona idea, Ellie. Ricorda, noi gente magica non amiamo farci vedere, né che si parli di noi in giro, ok?”

“Va bene… adesso però ho sonno. Mi accompagnate a dormire?”

“Tutti e due?” le chiedo, sinceramente stupito.

“Sì. Così mi ricordo che non devo più fare brutti sogni su di lui.”

Con decisione, prende per mano me e Greylord e ci conduce su per la scala, minuscolo, innocente essere tra un non-morto e un figlio della luna. Forse canterò per lei anche stasera, e Greylord le farà da peluche finché non si addormenterà. E proprio noi, che siamo i brutti sogni di moltissima gente, terremo lontani i suoi incubi e la proteggeremo.

 

 

 

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Commenti: 10
  • #1

    Lida (mercoledì, 18 maggio 2016 09:56)

    Mi viene un solo termine per questo capitolo rivolto al lycan e a Raistan ... Tenerosi!!! Ok temo che non mi perdoneranno mai ma lo sono!! Ho la sensazione che Greylord si sarà vendicato in qualche modo, giusto? Oddio non la smetto più di pensare a loro e il termine "tenerosi". XD

  • #2

    Aria (mercoledì, 18 maggio 2016 10:11)

    Un insight delizioso, esilarante e tenero, con Raistan ed il capo-calpestatore di ortensie in una versione assolutamente inedita ed imperdibile per la piccola Ellie.
    Ho riso a lacrime.
    Da leggere e rileggere, con un'avvertenza: fatelo solo in un luogo dove potete esprimervi liberamente, altrimenti potreste trovarvi in seria difficoltà.

    P.S. Urge sapere se, dopo essersi immolato per la buona causa, Greylord abbia presentato qualche rimostranza a Raistan per il trattamento subito.

  • #3

    Alessandra (mercoledì, 18 maggio 2016 12:45)

    W Raistan e le sue terapie d'urto! Sono dolcissimi!!!! Vederli che vanno così d'accordo e vogliono bene a Ellie è bellissimo,mi hanno davvero fatto una tenerezza unica. Che meraviglia e come sempre le risate non potevano mancare ahahahahaha

  • #4

    LuciaG (mercoledì, 18 maggio 2016 18:38)

    Grazie alle mie fedeli commentatrici, che non se ne perdono una. Visto che tutte volete conoscere le conseguenze dello spupazzamento a Grey da parte di Raist, vedrò di informarmi e di farvi sapere qualcosa del dopo, ad esempio se le falangi di Raistan siano ancora integre oppure no. Per ora vi ringrazio e vi do appuntamento al prossimo delirio!

  • #5

    Stefania (giovedì, 19 maggio 2016 14:55)

    Meravigliosamente dolce. Raistan è davvero tenero ahahahahah oddio.

  • #6

    Federica (giovedì, 19 maggio 2016 15:20)

    La vergogna della categoria. Di ENTRAMBE le categorie. Poveri noi... adorabili, che altro si può dire? ;)

  • #7

    LuciaG (giovedì, 19 maggio 2016 21:07)

    @Stefania: lo so, lo so, ci siamo rovinati un po' la reputazione,ma per Ellie questo ed altro.
    @Federica: Zitta tu! Ho visto io Guillaume perdersi in smancerie con Eloisa più di una volta!

  • #8

    frency (giovedì, 19 maggio 2016 22:02)

    amo Ray in ogni sua sfaccettatura, ma quando è con Ellie credo dia il meglio di sé! grazie per questa piccola ma preziosa perla!

  • #9

    Claudia (domenica, 22 maggio 2016 11:29)

    Meraviglioso. Davvero meraviglioso.
    Scusami Lucia se ci ho messo così tanto a passare da qui, ma con la confusione degli ultimi giorni mi è passato di mente.

    Adoro tutto ciò che riguarda la storyline di Alice ed Ellie, che a mio avviso è la bambina più fortunata del mondo ad avere nientemeno che un vampiro e adesso pure un lycan a tenerle lontani gli incubi. Immagino quando inizierà ad andare alle medie, dove i ragazzi sono al massimo della loro stronzaggine... amici così potranno tornarle mooolto utili. Magari li avessi avuti io.

    E le dinamiche Raistan/Greylord mi fanno sempre scompisciare. Scrivine una serie, di questi racconti!

  • #10

    LuciaG (domenica, 22 maggio 2016 16:23)

    Grazie Frency e grazie Claudia. Felice di vedere che le storie con Ellie e Ray hanno sempre successo. Piccole umane crescono, però, e chissà come si evolveranno le dinamiche...