Lucia Guglielminetti's books on Goodreads
Sette giorni per i lupi Sette giorni per i lupi (RVH, #2)
reviews: 1
ratings: 1 (avg rating 5.00)

Ascesa alle Tenebre Ascesa alle Tenebre (RVH, #1)
reviews: 2
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This is Halloween!

“Ma dove diavolo l’ho messo? Porca….”

“Che cosa stai cercando?”

Ecco, lo sapevo che mi beccava. Shibeen. Appoggiata allo stipite della porta a braccia incrociate, mi sta guardando con sospetto. E io che volevo mantenere la faccenda il più possibile riservata…

“Niente. Una cosa che avevo.”

“Che cosa?”

Fai il favore, vai a dissanguare qualcuno… se ti dicessi cosa sto cercando, e perché, mi sfotteresti per i prossimi due secoli. E non è un modo di dire. Tra di noi è possibile.

“Ehm… niente. Dove cazzo…”

“Raistan! Stai buttando all’aria tutto l’armadio e poi toccherà a me rimettere in ordine, come al solito! Dimmi cosa cerchi, magari posso aiutarti!”

“Il… ehm… mantello. Quello da Generale. Lo hai visto, recentemente?”

Si tamburella un dito sulle labbra e aggrotta le sopracciglia, poi avanza nella stanza.

“Uhm… non saprei… Scusa, ma che cosa te ne fai? Hai nostalgia dei vecchi tempi?”

“No. Mi serviva, tutto qui.”

“Tu non me la conti giusta. Dimmi a cosa ti serve e forse ti aiuterò a cercarlo.”

“Eddai, Shee…”

“Niente ‘eddai Shee’. Dimmi perché lo stai cercando.”

“Devo usarlo. Stasera, ok? Non chiedermi altro.”

“Stasera? Cioè, adesso?”

“Sì, e sono già in ritardo, cazzo. Dimmi se lo hai visto.”

“Tu dimmi perché devi usarlo e te lo dico.”

“Ma sei proprio…”

Mi sorride in quel modo che mi fa venire voglia di strozzarla e di abusare di lei in modi molto interessanti nello stesso tempo, e pianta i pugni sui fianchi, sapendo di avermi in pugno.

“Ho promesso ad Ellie che l’avrei accompagnata in giro a fare ‘dolcetto e scherzetto’, e che mi sarei vestito da vampiro…”

Lo dico a voce molto bassa e senza guardarla, e intanto continuo a rovistare in cassetti e ripiani. Il silenzio che segue la mia rivelazione, però, mi induce ad alzare la testa. È strano che Shibeen rimanga senza parole. Mi sta guardando ad occhi sgranati, con una mano premuta sulla bocca. È molto immobile e molto umana, in questo momento, ma dura poco. Una risata squillante erompe dalla sua gola e mi travolge, strappandomi un ringhio. Lo sapevo che avrebbe reagito così.

“Posso… posso venire anch’io? Ahahahahah ti prego… questa non posso perdermela… ahahahahah… dolcetto… ahahahahahah… oddio, Olandese, mi fai morire… vuoi le caramelle anche tu? Ahahahahah aspetta che lo dica a Seamus…”

“A Seamus non dirai proprio niente, chiaro?! Mi ha incastrato, non potevo dirle di no… sai come fa, ti saltella intorno, mette su quella faccina supplicante, pigola un ‘ti prego’ dopo l’altro… Ci si è messo anche il piccoletto… ‘veni, Fattasma, veni’… abbi pietà, e aiutami a trovare quel mantello…”

“Anta sinistra, secondo ripiano in alto, pacchetto con carta rossa… ahahahaha… vuoi che ti trucchi da vampiro? Ah no, dimenticavo… tu sei un vampiro… ahhahahaha… oddio, muoio…”

 

Shee ha ragione, devo essere impazzito, ma come si fa a dire di no a una bambina di otto anni che adoro e che vedo così raramente? In fondo che cosa mi costa? Un giretto di mezz’ora per il quartiere e finirà tutto. Che sarà mai?

 

“Che bello, Ray, sei venuto veramente! Sei bellissimo, col mantello! Ma è uno vero? Voglio dire, proprio vero vero?”

“Vero vero, Ellie. Lo usavo tanto tempo fa. Sono contento che ti piaccia.”

Tello, tello!” strilla Rob, tutto contento. Lui è travestito da fungo, chissà perché, mentre Ellie è una spaventosa streghetta con tanto di naso adunco. Alice ha più o meno la faccia di Shibeen subito prima di scoppiare a ridere, ma non lo ha ancora fatto. Penso che si renda conto di quanto mi costi tutto questo, e sento che lo apprezza.

“Vogliamo andare? Siete pronti?” dico, traendo un lungo e inutile respiro.

“Dobbiamo passare a chiamare Sally, Maggie, Sheila, Frannie, Billy e Johnny. Vengono anche loro, abitano tutti qui attorno. Andiamo, Ray?”

Damo, damo!” concorda Rob.

Devo aver capito male. Altri sei bambini? Con me? Mi volto a guardare stupefatto Alice, che chissà perché ha chinato il viso con tra le mani e ha le spalle che sobbalzano. Sta ridendo, la maledetta, e in modo silenzioso, segno che non riesce nemmeno a riprendere fiato. Alla fine lo fa, e il suono che le esce dalla gola assomiglia allo stridio di un chiodo passato su una lavagna.

“Ti… ti accompagno, Raist, non ti preoccupare… oddio, muoio…”

Le stesse parole di Shee. Un interessante crossover di razze. La stronzaggine non ha confini.

 

Per solidarietà, Alice ha indossato un cappello da strega e si è dipinta il viso con del cerone bianco, tracciandosi anche dei segni scuri sotto gli occhi. Assomiglia a un panda, più che a una fattucchiera, ma non gliel’ho detto. C’è il rischio che si offenda e mi lasci solo con l’entità chiamata Sallymaggiesheilafranniebillyejohnny.

“Ray, ti piace il mio costume? Faccio paura?” mi chiede Ellie saltellandomi davanti. Questa bambina è nata con una dotazione di molle nelle gambe.

“Sei spaventosissima, Bambina Rosa. Sono addirittura terrorizzato.”

Damo, damo!” urla Robert prendendomi per mano e trascinandomi verso la porta. Io mi lascio sfuggire un “ahhhmiodio” e lo seguo, rassegnato. Qualcosa mi dice che sarà una serata eterna. Jim non si è visto, e non voglio mettere Alice di cattivo umore chiedendole dove sia. Ormai si sa che viaggiamo su binari paralleli, io e lui.

 

Prima casa.

Cazzo, perchè ho accettato di accompagnarli?

Sallymaggiesheilafranniebillyejohnny sono dei casinisti nati e Johnny lo ammazzerei proprio. Appena mi ha visto, ha chiesto ad Ellie da che cosa fossi vestito, e poi ha decretato che non sembravo per niente un vampiro. Ha parlato l'esperto. Lui è vestito da zucca. Volevo dirgli che lui invece sembra proprio una zucca, perchè anche senza costume ha la stessa forma, ma Alice deve aver intuito qualcosa dalla mia espressione e mi ha artigliato un polso con la mano.

Campanello. “Dolcetto o scherzetto!” urlano i mostriciattoli in coro. E se non fosse per Ellie e Rob, risponderei 'scherzetto' al posto del padrone di casa e poi li traumatizzerei a vita con qualche trucchetto davvero memorabile, ma non posso. La signora che viene ad aprire si finge terrorizzata e accoglie i pargoli che la assediano sulla porta con tutta una serie di versi assurdi. È quando posa gli occhi su di me che le cose si fanno divertenti, a cominciare dal sorriso, che le si congela sul viso e lì rimane, mentre la sua mente cerca di discernere tra la finzione e la realtà di quello che vede. Io ricambio lo sguardo, impassibile, con un ghigno a cui devo impedire di farsi sempre più ampio. Ma che diavolo, è Halloween, no? Stasera anche un bel paio di canini sono permessi. Mostriamoli, una volta tanto.

La tipa a quel punto sgrana gli occhi e si affretta a consegnare il bottino ai bambini. Alice non dice nulla, semplicemente perchè non ne è in grado. Sta di nuovo facendo uno sforzo titanico per non ridere. Anche tirchia, la signora. Sgancia si e no cinque caramelle per bambino, e loro la guardano delusi. No, così non va... le faccio un semplice cenno col dito, fissandola in modo intenso – il mio modo – e quella ne raccoglie manciate e le lascia cadere nei sacchetti di carta, suscitando gridolini di contentezza. Così va meglio. Subito dopo sparisce dietro la porta come se avesse visto un demone... strano, eh?

“Guarda quante ce ne ha date, Ray! Ne vuoi una?” esclama Ellie.

“No, grazie... sono a dieta, stasera. Dalla alla mamma” le rispondo.

In fondo ci può essere un risvolto divertente, in tutto ciò.

 

“Questa è l'ultima, bambini, poi è ora di tornare a casa” annuncia Alice.

Sono passate quasi due ore, e direi che il quartiere, grazie alla mia presenza, ha passato una sera di Halloween piuttosto interessante. Dovrebbero assumermi come animatore. Vediamo... due megere stanotte avranno incubi molto vividi; un rottweiler avrà bisogno di una seduta da un bravo psicologo veterinario – mi dicono che esistono – visto che, adesso come adesso, è praticamente convinto di essere un chihuahua; tutti hanno dato fondo alle loro scorte di dolci con il nostro gruppo, che è carico come di ritorno da una razzia vichinga.

“Ma c'è ancora quella...” dice Ellie, indicando una casa più vecchia, immersa nel buio.

“No, quella no. Ci abita un vecchio scorbutico, ci faremmo solo prendere a male parole...”

“Davvero?” dico io. “Interessante. Molto interessante.”

Bene. Forse anch'io avrò modo di festeggiare a modo mio, stasera. Ma dopo, in separata sede. Alice mi guarda in modo intenso, con mille domande che le si affacciano alle labbra, poi scrolla la testa e decide che è meglio non sapere il motivo del mio improvviso interesse. Riaccompagno a casa il gruppo, poi mi congedo dalla mia piccola amica che mi regala uno dei suoi abbracci. Non sono mai abbastanza, e anche solo per questo sono contento di averla accontentata, tuttavia interrompo il contatto con una certa fretta, perchè il vampiro si è svegliato, e l'odore del suo sangue mi sta mandando in tilt. Ho in mente solo la casa buia, e il suo occupante che presto incontrerò, che lo voglia o no.

This is Halloween, e lo sarà a modo mio.

Un attimo prima di lasciare casa loro, mi trovo davanti Alice, che mi guarda preoccupata.

“Non farai niente di male a quel tizio, vero?”

Non le rispondo, non ne sono in grado, e lei vede il mio sguardo vagare qua e là e rabbrividisce.

“Non ti avevo mai visto così...”

“Benvenuta nel mio mondo. Adesso vado.”

Annuisce, poi si chiude precipitosamente la porta alle spalle, senza salutarmi.

Il cielo si è schiarito e la luna è alta nel cielo. L'aria sa di buono, e presto sarà ancora più profumata. Saprà il sapore del rosso, che è il mio colore preferito.

 

Felice Halloween, caro lettore.