Lucia Guglielminetti's books on Goodreads
Sette giorni per i lupi Sette giorni per i lupi (RVH, #2)
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Ascesa alle Tenebre Ascesa alle Tenebre (RVH, #1)
reviews: 2
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1. TUTTO COMINCIO' DA QUI...

 

 

 

L’OSPITE INATTESO.

 

 

«Mamma, papà, svegliatevi! Ho paura!»

Jim Andrews aprì un occhio e lo volse all’orologio digitale sul comodino della moglie. Le 3:35, e brava Ellie…

«Ellie, torna a dormire, avrai sognato…»

«Che succede? Ellie, stai bene?»

Alice, moglie di Jim e madre di Ellie, emerse dalle profondità del piumone. Accese la luce e si ritrovò a fissare la figlia, tutta tremante nella camicia da notte di Hello Kitty, col suo topo di peluche stretto al petto.

«Amore, cosa c’è?»

«Ho sentito un rumore forte, da sotto, e poi il suono di qualcuno che piangeva. Voi non avete sentito?»

«No, piccola, devi aver sognato. Vuoi venire qua con noi?»

«Non ho sognato, sono sicura! Ero già sveglia, anche fuori ci sono dei rumori strani! Papà, ti prego, non puoi andare a vedere?»

Jim sospirò e si arrese. Conosceva troppo bene la figlia per illudersi di riuscire a calmarla – e a riprendere sonno – se non si fosse piegato al suo volere.

«Ok, Ellie, ok, vado. Tu infilati sotto le coperte con mamma, se no prendi freddo.»

La bambina obbedì e Jim mosse i primi passi attraverso la stanza; il suono di qualcosa che andava in frantumi al piano inferiore lo gelò sul posto e strappò uno strillo alla moglie e alla figlia.

«Visto che non stavo sognando? C’è qualcuno di sotto, lo sapevo!»

«Alice, chiama la Polizia e chiudetevi dentro. Io vado a vedere.»

 


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2. CHRISTMAS TALES

E' ormai una consuetudine per Raistan scrivere due righe in occasione delle Festività Natalizie. Questi sono i primi risultati...

 

 

RED XMAS!

 

Ecco, ci siamo di nuovo.

Natale.

Le strade intasate di umani alla ricerca di non si sa cosa.

Nemmeno dopo il tramonto, si può stare in pace. Tutte queste lucine sfavillanti che mi danno fastidio agli occhi, e non si spengono mai, per tutta la notte. Addio privacy. Addio favore delle tenebre. Quali tenebre, dico io? Dov’è finito quel meraviglioso buio così utile, in cui si può squartare tranquillamente una persona senza avere l’impressione di farlo in mezzo allo Yankee Stadium durante la finale di campionato? E’ una cosa insopportabile, dovrei dire due paroline al Sindaco. Poi parlano di risparmio energetico.

Cosa ci faccio in giro, dite. Bella domanda, a parte il fatto che non sono affari vostri. Se proprio volete saperlo, sono in cerca di un regalo. Un regalo per Shibeen, la mia creatrice. Sì, lo so, da vomito. I vampiri non dovrebbero festeggiare il Natale.

 

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BUONI PROPOSITI

 

 

Si sa, in occasione delle festività è usanza degli umani scrivere i propri propositi per l’Anno Nuovo.

Cose importanti, magari, tipo “combatterò per la pace nel mondo” o “perderò 25 chili” o “non chiamerò più cesso mia sorella anche se fa schifo”.

Io sono solo un povero vampiro, per me il passare del tempo non ha significato, ma la mia umana attuale si è messa in testa di introdurmi alle principali abitudini mortali per le feste e mi è toccato subire anche questa domanda imbarazzante. Il mio sguardo vacuo è valso più di mille parole, credo. Ha annunciato che se ne andava a fare una doccia, e che al suo ritorno avrebbe voluto conoscerne almeno uno.

Essendo un uomo dalle mille risorse e amando le sfide, mi sono obbligato a trovare qualcosa da dirle, ma tutte le cose che mi venivano in mente non erano socialmente accettabili. Credetemi, la vostra umana non sarebbe felice di sapere che una delle cose che vorreste finalmente fare è approfittare sessualmente di una vergine, o devastare un convento, o seminare il terrore a una riunione di qualche club del libro o del cucito. Tutte attività spassose per i membri della mia razza, ma poco apprezzate da quelli della sua. E’ meglio che me la tenga buona, sapete. Sa fare cose notevoli con la bocca e con le mani, sarebbe un peccato rinunciarci.

Quando è uscita dal bagno, tuttavia, aveva l’aria battagliera e un turbante sulla testa, fatto di asciugamani, che le conferiva l’aria di un feroce califfo.

 

 

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LA RECITA

 

 

 

Eccomi a te, caro lettore.

So che ti stai chiedendo come ho trascorso il Natale, e che forse speri in qualcosa di clamoroso come la “visita” al campo scout dell’anno passato, ma temo che resterai deluso. In tempi di crisi globale come questi, anche gli innocenti svaghi di un vampiro devono ridimensionarsi. Qualcosa ho fatto, però. Mentre Emma è tornata, con il mio benestare, al suo paesello a festeggiare con i suoi parenti, cosa che non avevo la benchè minima voglia di fare, ho assaporato due notti di calma assoluta, qui ad Amsterdam, dove ho deciso di trasferirmi per un po’ e di intraprendere una nuova attività di cui vi parlerò in seguito. Emma sta con me per la maggior parte del tempo, ma ho compreso il suo desiderio di ricongiungersi ai familiari in questo periodo dell’anno, e l’ho lasciata andare. D’altronde sono altrettanto certo che il parentado non si strapperà i capelli per la mia assenza, quindi siamo tutti felici.

 

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3. THE LOST ONE

 

 

 

THE LOST ONE (VERSIONE ITALIANA)

 

 

 

Questo è il mio omaggio ai Nightwish e specialmente a Tuomas, che ha scritto le canzoni che mi hanno inspirato tanto. Immagino che sia anche il modo che Raistan ha scelto per dire grazie.

 

 

5 Novembre, ore 2.15, Londra

 

Ecco, lo sapevo, mi sono perso di nuovo.

 

Tuomas Holopainen riemerse dallo strano stato di trance in cui era precipitato e si guardò intorno perplesso. Non aveva la più pallida idea di dove si trovasse, in quel momento. Londra, ok, ma la città era immensa. Il concerto era finito da un paio d’ore. Aveva lasciato i compagni all’hotel dove alloggiavano, e, dopo essersi concesso una doccia veloce, aveva deciso di fare una passeggiata per la città, sapendo che l’adrenalina da post-show non gli avrebbe permesso di dormire ancora per molte ore. Era uscito dall’albergo e aveva semplicemente incominciato a camminare, godendosi il silenzio e la solitudine dopo la confusione e l’esaltazione del concerto. Era stanco, ma di una stanchezza malsana, che non avrebbe trovato sollievo tra le lenzuola di una stanza anonima. Avrebbe finito per camminare avanti e indietro per la camera, fumando una sigaretta dopo l’altra, senza nemmeno riuscire a concentrarsi sui programmi televisivi. Succedeva sempre, inutile illudersi.

 

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THE LOST ONE (ENGLISH VERSION)

 

 

 

 

This is my gift to Nightwish, especially to Tuomas, who wrote the songs that inspired me so much. I guess it's also Raistan's way to say thanks.

 

 

 

5th November, 2.15 AM, London.

 

I knew it, I got lost again.

 

Tuomas Holopainen rose from the strange trance status he had fallen in and looked around, puzzled. He had no idea where he was. It was London, ok, but the city was huge. The concert had ended a couple of hours before. He had left his mates at the hotel, and after a quick shower he decided to take a walk around, aware that the post-show adrenaline wouldn't allow him to sleep for many hours. He left the hotel and just started to walk, enjoying the silence and solitude after the confusion and the excitement of the concert. He was tired, but of an unwholesome weariness, the kind that would not find relief among the sheets of an anonymous room. He would have ended up walking back and forth across the room, smoking one cigarette after another, not even being able to focus on television shows. It always happened.

 

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4. C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA

 

 

“Allora, dio del sesso, raccontami la tua prima volta.”

Greylord. Sempre lo stesso cazzone di sempre, eppure adoro queste rimpatriate. Eccoci qui, stravaccati sul mio divano, io per lungo, lui seduto con le mie gambe in grembo, a spartirci bevande e fumo. Sangue corretto con vodka per me, vodka e basta per lui.

“Scordatelo, lycan. Nemmeno me ne ricordo.”

“Ma se sei un poppante, come fai ad essertene dimenticato dopo così poco tempo?” Lui ha 1416 anni, ovvio che ci considera tutti neonati. “Eddai, vampiro, tanto sono ubriaco, domani non mi ricorderò più niente di questa conversazione! Quanti anni avevi?”

“Ehm…diciannove. Diciannove, va bene?”

“Su, forza, raccontami. Lei com’era? E chi era?”

Chiudo gli occhi e ritorno a quel tempo passato, a Londra, alla confusione costante delle strade alla fine del 1600. Quella voce…

 

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